Processiamo il Pi greco e altre formule ma i veri colpevoli siamo noi umani

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Posted on: 05/13/20

Siamo tutti sempre capaci di fare due più due' Mica tanto a dar retta a Matt Parker, matematico della Queen Mary University di Londra. Questo australiano specialista nella divulgazione dei numeri, e soprattutto nello spiegare ai comuni mortali gli algoritmi dei computer, ha dedicato un intero libro agli sbagli di calcolo. Ora arriva in Italia per i tipi di Rizzoli con il titolo: Processo al pi greco. Equivoci, disastri e altri errori matematici (pagg. 366, euro 21). Matt Parker parte da un assunto interessante e che viene particolarmente utile in questo periodo dove, causa Coronavirus in corso e crisi economica incombente, siamo bombardati di cifre e grafici.

Il cervello umano sulle grandi cifre tende ad andare in palla... Dopo un po' le appiattisce sul molto. E tutti i molto gli sembrano uguali. Ma non è affatto così. E non è un problema che affligge solo noi tapini che facciamo fatica a gestire anche le più semplici equazioni di grado superiore al secondo. Qualche esempio' Il 14 settembre 2004 ottocento aerei che stavano volando nel cielo sopra la California si trovarono abbandonati a loro stessi: il sistema informatico dell'aeroporto di Los Angeles aveva smesso di funzionare. Fu un vero miracolo se non ci furono incidenti. Come era potuto capitare' Il sistema informatico funzionava su un contatore di tempo macchina (un computer deve distribuire attività nel corso del tempo) che conteggiava i millisecondi. Essendo un sistema a 32bit poteva conteggiare un numero enorme di millisecondi: per la precisione 4294967295. A nessun progettista era venuto in mente che quel numero enorme di millisecondi potesse non bastare. Il contatore però smette di funzionare in 49 giorni, 17 ore, due minuti, 47 secondi e spiccioli. Non è più così tanto grande questo lasso di tempo, vero' Qualcuno all'aeroporto di Los Angeles dimenticò di riavviare le macchine per far ripartire il conto... Il problema esiste su un sacco di macchine informatiche. Tanto che si rischia un bug di misurazione del tempo in corrispondenza del 2038. Certo c'è tempo (scusate il gioco di parole), magari le avremo cambiate tutte per allora...

Questa è solo una delle trappole di calcolo in cui cadiamo. C'è chi si scorda che costruendo un grattacielo con i vetri riflettenti si crea un gigantesco specchio ustorio che incendia le macchine dei vicini, chi non calcola cosa succede se in un palazzo c'è una palestra e la gente salta assieme ad un dato ritmo... Non parliamo poi di quando si tratta di calcoli probabilistici e curve, lì l'errore è sempre in agguato. Lo sappiamo intuitivamente dai sondaggi politici ma quanto si possa sbagliare con la statistica facendo calcoli su presupposti fallaci fa impressione. C'è il caso britannico di una donna che a momenti veniva condannata per duplice omicidio (dei suoi due figli neonati) perché alla giuria erano stati presentati dati sballati sulla probabilità della sindrome da morte in culla... Per fortuna poi Parker vi insegna un sacco di trucchetti che possono essere usati per alleggerirvi il portafoglio nei giochi d'azzardo quando calcolate male le probabilità. Il che è meno macabro. Ma è solo l'inizio, vi farà vedere errori di conversione tra misure che schiantano sonde spaziali, statistiche inesistenti, banche che sbagliano conti da milioni... Però vi dirà anche di non spaventarvi. Matematica è sbagliare e cercare di capire il perché. Il problema è che gli umani vorrebbero solo conti facili. Ci si riesce al massimo restando alle dita delle mani. Ma Parker vi farà venire dubbi anche su quello.






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