Morgan Stanley: Pil Italia -5,8% nel 2020

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Posted on: 03/18/20

Sono impressionanti le stime sull'economia italiana ed europea elaborate da Morgan Stanley. Las crisi, ovviamente, è legata alla pandemia da coronavirus, che va a innestarsi su una situazione, come la nostra, di per sé già poco rosea. Il Pil italiano nel 2020 dovrebbe scendere del 5,8%, prima di rimbalzare del 6,7% nel 2021.

La stima della banca d'affari prevede la deflazione ( diminuzione del livello generale dei prezzi, che genera un incremento del potere d'acquisto della moneta) per l'Italia: secondo gli analisti, infatti, il costo della vita diminuirà dello 0,4% in media d'anno. Impennata anche del debito pubblico, viste le maggiori spese a cui l'Italia sarà sottoposta per fronteggiare la crisi: dovrebbe salire fino al 147,7% del Pil. In aumento anche il numero dei disoccupati: il 10,4% quest'anno e il 10,5% il prossimo. Dovrebbe restare in attivo, invece, la bilancia delle partite correnti.

La situazione italiana, molto negativa, è la performance peggiore dell'Eururozona. Nel Vecchio Continente il Pil in media dovrebbe ridursi del 5% nel 2020, aumentando del 5,5% nel 2021. Uno sguardo veloce agli altri Paesi: la diminuzione del Pil dovrebbe attestarsi intorno al 4,8% in Francia, al 4,5% in Germania e al 5,5% in Spagna. Le cose dovrebbero andare meglio all'Irlanda, con un calo stimato intorno al 2,6%.

Ieri era uscita una stima di Goldman Sachs secondo cui l'Italia sarà il Paese che soffrirà di più al mondo, con un calo del Pil nel 2020 del 3,4%, cui seguirà un rimbalzo del 3,5% l'anno prossimo. Un mese fa le stime erano leggermente più ottimistiche, anche se certamente non brillanti visto che la crescita per il 2020 era prevista allo 0,2% e quella del 2021 allo 0,7%. Una recessione di queste dimensioni, associata all'aumento molto forte del debito pubblico, metterebbero certamente sotto pressione i conti pubblici. Uno scenario sicuramente molto allarmante. Le indicazioni degli analisti della banca d'affari, però, non tenevano conto degli effetti del decreto da 25 miliardi approvato di recente dal Governo. E neanche del pacchetto di interventi cui sta pensando la Commissione Ue e la Banca centrale europea.






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