Mes, lo scontro tra Italia e Olanda non si ferma

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Posted on: 04/10/20

Prosegue a oltranza il braccio di ferro tra Italia e Olanda sul Meccanismo europeo di stabilitÓ (Mes) e le sue condizionalitÓ, e questo nonostante l'accordo trovato all'Eurogruppo dai vari ministri dell'Economia europei.

Lo scontro tra Roma e l'Aia Ŕ sugli strumenti da mettere in campo per far fronte alle conseguenze economiche provocate dalla pandemia del nuovo coronavirus, che ha messo in ginocchio l'intero continente. Emblematiche le parole del ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, il quale ha affermato che "per ogni euro che sarÓ speso nell'economia la condizionalitÓ piena viene applicata".

In altre parole, se i fondi non saranno destinati alle spese sanitarie e mediche per l'emergenza, i Paesi che richiedono le linee di credito del Mes dovranno sottostare alle regole giÓ stabilite. La linea di credito con condizioni light, ha aggiunto Hoekstra, potrÓ essere usata "solo per i costi sanitari legati al Coronavirus, siano diretti come gli ospedali, o indiretti come le cure".

Lo scontro sul Mes continua

L'Italia, dal canto suo, ha risposto che "non ci sono richieste di austeritÓ o aggiustamento del deficit, ma si chiede solo che i fondi e le risorse che arrivano dal Mes vengano utilizzati per affrontare le spese sanitarie, dirette e indirette, legate alla crisi covid19. Si tratta di un radicale cambiamento della normale operativitÓ del Mes".

In ogni caso le indicazioni fin qui emerse dall'Eurogruppo vanno in una direzione ben precisa: no nel modo pi¨ assoluto agli Eurobond, sý al Mes con condizioni light solo per le spese sanitarie. "Siamo e resteremo contrari agli Eurobond. Pensiamo che questo concetto non aiuterÓ l'Europa o l'Olanda a lungo termine", ha ribadito il ministro olandese Hoekstra.

La sensazione Ŕ che le decisioni prese dai ministri delle Finanze dell'Eurozona continueranno a far discutere. Non basta l'accordo di mediazione tra le posizioni di Italia e Olanda e la consegna ai leader di un pacchetto da 500 miliardi di euro. Nell'intesa, come detto, Ŕ previsto il ricorso al Mes, alle condizioni sopra spiegate.

La palla passa adesso ai leader. Allo stesso tempo, come chiedevano Italia e Francia, entra nel documento finale il Recovery fund, un fondo per la ripresa che secondo il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri sarÓ "alimentato dall'emissione di debito comune europeo".

Nel testo delle conclusioni non si fa menzione esplicita di emissione comune del debito, ma il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno ha spiegato che le modalitÓ di finanziamento e le dimensioni del Fondo saranno decise direttamente dai leader.

"Non c'Ŕ accordo sulla mutulizzazione del debito. C'Ŕ un accordo per un Fondo per la ripresa", ha detto il ministro francese delle Finanze, Bruno Le Maire, secondo cui per˛ l'ipotesi di mutualizzazione del debito Ŕ "implicita" nel testo. Insomma, non viene menzionato il termine coronabond, ma una condivisione maggiore del debito c'Ŕ.






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