L'Ue accelera verso l'accordo: "Sì a Mes, niente coronabond"

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Posted on: 04/09/20

Forse ci siamo: l'Eurogruppo sembra vicino alla individuazione di una cosiddetta "quadra" sugli strumenti economici da mettere in campo in relazione alla pandemia da Covid-19. Questa, almeno, è la voce che circola in questi momenti, che non sono stati anticipati da un clima di concordia tra gli Stati appartenenti all'Unione europea.

Il Sud ed il Nord del Vecchio continente, come sappiamo, hanno duellato per giorni. Il vertice della tensione si è raggiunto due sere fa, quando l'Olanda ha difatto bloccato le misure che erano sull'orlo di essere approvate. Anche la Francia ha alzato i toni per via dell'ostruzionismo olandese. E ora cos'è cambiato' Stando a quanto trapela, sembra già possibile parlare di "compromesso". La parola circola a mo' di mantra da qualche tempo. Nessuno, a ben vedere, può permettersi uno stallo di queste proporzioni: il sistema economico-finanziario europeo deve tenere botta.

Secondo quanto ripercorso dall'Huffington Post, il tavolo dell'Eurogruppo sta ragionando attorno a quattro interventi: un Meccanismo europeo di stabilità rivisto, con la particolarità di divenire, rispetto a come era stato immaginato in un primo tempo, condizionato a meno fattispecie e, soprattutto, non vincolante; 200 miliardi, che sarebbero parte del "bazooka" della Banca europea per gli investimenti; il cosiddetto piano Sure, che serve a garantire per 100 miliardi le coperture della cassa integrazione; quello che è stato chiamato "fondo europeo per la ripresa".

Soprattutto su questo ultimo punto ci sarebbe ancora da dibattere. Se non altro perché l'Italia è tra le nazioni che stanno domandando che la procedura che consentirebbe a questo strumento di essere declinato sul piano pratico il prima possibile. E su questo il governo italiano sembra poter contare sullo scudo della Francia, che è la principale proponente. Ma la tempistica rimane oggetto di dialettica.

La Germania, dal canto suo, sembra essersi ammorbidita. L'asse franco-tedesca sembrerebbe essere uscita salda da queste complesse operazioni diplomatiche che - vale la pena ricordarlo - non risultano ancora concluse. Ma uno spiraglio adesso c'è. Come si può vedere dall'elencazione presentata, i coronabond non fanno parte degli strumenti su cui l'Eurogruppo dovrebbe disporre in breve tempo. La Von der Leyen, del resto, era stata chiara, escludendo i bond europei dal novero delle materie attenzionate. Almeno una delle richieste italiane, dunque, non verrà esaudita. Vedremo quanto altro spazio verrà destinato alla trattativa interna.






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