I 5 segreti di "Tolo Tolo", il film di Checco Zalone

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Posted on: 01/05/20
Tolo Tolo di Checco Zalone è il film italiano che ha incassato di più alla sua prima uscita nelle sale e giorno dopo giorno aumenta i suoi introiti, grazie alle 1200 copie distribuite nei cinema italiani. In solo 3 giorni, il film ha incassato circa 18 milioni di euro, che è mediamente 6 volte tanto rispetto alle altre pellicole di successo.Sono numeri monstre per un film italiano, che rappresenta anche la prima esperienza di Checco Zalone come regista. Come dichiarato in più di un'occasione dal regista e dal produttore, la realizzazione di Tolo Tolo ha richiesto un grande sforzo economico e logistico. Questo è stato motivo di ansia per l'attore e regista, terrorizzato dall'idea che la nuova versione si sé non piacesse al suo pubblico affezionato. Ansie che, visti i risultati, sembrano ormai lontane per Checco Zalone, alias Luca Medici. Dietro Tolo Tolo si nasconde una macchina produttiva gigantesca, che sebbene non possa essere equiparata a quella dei grandi kolossal di Hollywood, è comunque notevole per una produzione italiana considerata "leggera."Sono tante le curiosità che si nascondono dietro Tolo Tolo, a partire dal titolo scelto per il film. Inizialmente, infatti, si sarebbe dovuto chiamare L'amico di scorta ma, nel corso della produzione, un avvenimento ha sconvolto tutto. Una ripresa prevedeva che gli attori dovessero attraversare a nuoto il fiume Sabaki in Kenya. Ogni attore, stando alle direttive di Checco Zalone in versione regista, doveva nuotare "solo solo." Essendo le comparse del film di origine locale e non comprendendo l'italiano, l'interprete di Malindi ha ripetuto la frase detta poco prima da Checco Zalone ma ne ha cambiato la pronuncia, trasformandola in "tolo tolo." L'accaduto ha destato grande ilarità in Checco Zalone, che intuendo la forza di quell'errore, l'ha trasformato nel titolo della pellicola.Il Kenya, precisamente Watamu, è stata solo una delle location individuate da Zalone per il suo film. Molte scene sono state girate anche in Italia. Il regista ha scelto principalmente località della sua Puglia come Acquaviva delle Fonti, Bari, Gravina e Minervino Murge, ma ha girato anche a Roma, Latina e Trieste. Altri set all'estero sono stati allestiti a Malta e in Marocco. Le comparse, che pare siano state circa 5.000, sono state scelte da Checco Zalone principalmente nei centri di accoglienza per quanto riguarda quelle di origine africana. Non veri attori, quindi, ma persone normali che il regista ha scelto per la forza comunicativa. La squadra di lavoro attorno a Checco Zalone, invece, era composta da ben 120 persone che per due anni hanno lavorato alacremente per soddisfare le richieste del regista e realizzare un film capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo.




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