Gli strani silenzi di Conte & Co: la task force di Colao è un mistero

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Posted on: 04/24/20

Annunciata in pompa magna e poi lasciata cadere - sembra anche di proposito - nel dimenticatoio. È la task force per la ricostruzione di Vittorio Colao. Il progetto affidato al manager da Giuseppe Conte e dal governo giallorosso stesso, dopo il lancio è stato snobbato (e continua a esserlo) sia dal premier, sia dalla maggioranza. La domanda sorge spontanea: perché' E il "perché", in realtà, può essere duplice: perché l'esecutivo ha voluto questa task force'

A questo secondo perché - e di rimbalzo anche al primo - si può rispondere buttando lì l'ipotesi che in realtà l'ex amministratore delegato di Vodafone e la sua schiera di esperti sia stata in qualche modo imposta dall'alto - dal Colle del Quirinale - dal capo dello Stato Sergio Mattarella. E che Palazzo Chigi, il suo inquilino e i giallorossi abbiano poi dovuto ingoiare il rospo, peraltro temendo - dopo le voci su Mario Draghi - che Colao possa ambire sostituire Conte in un eventuale futuro governo di unità nazionale.

Difficile spiegare altrimenti lo strano silenzio del sedicente avvocato del popolo, di Pd e M5s, su Colao e il pool di 17 tecnici chiamato - viste le difficoltà del governo stesso nel gestire l'emergenza sanitaria ed economica provocata dalla pandemia di coronavirus - a organizzare la ripartenza la riapertura del Paese, tra linee guida, Fase 2, 3 così via,

Un silenzio che non sta giovando né al Conte-bis né alla task force di Colao. Visto che sui social, dove ormai si è spostato il dibattito politico e dove i cittadini trascorrono sempre più ore - specialmente in queste settimane di isolamento forzato - il sentiment nei confronti dell'unità operativa è decisamente negativo.

Un'analisi sui flussi Twitter condotta da Utopia, infatti, registra la percezione negativa circa la task force, spesso e volentieri affiancata da commenti critici che sottolineano la carenza di donne nel team e il numero elevato di membri (17), ai quali si aggiungono anche considerazioni più "complottiste" del "cosa nasconde dietro" e che sottolineando l'appartenenza di Colao ai "poteri forti" e al Gruppo Bilderberg.

Un cortocircuito che abbiamo voluto approfondire con l'esperto di comunicazione Piero Tatafiore, che ci spiega: "Il 10 aprile Giuseppe Conte ha annunciato la costituzione della task force Colao e da quel giorno né lui né alcun membro della maggioranza - salvo il segretario Pd Nicola Zingaretti - ha twittato nemmeno un benvenuto e un augurio di buon lavoro e neppure un aggiornamento sull'andamento dei lavori dell'unità operativa stessa...".

[[nodo 1852760]] Insomma, zero di zero. "La task force è (stata) lasciata dietro le quinte, forse perché la maggioranza non se ne vuole fare carico", aggiunge il giornalista di Italia in Movimento. Come se i giallorossi volessero prendere le distanze dalle linee guida che i tecnici stanno elaborando, qualora fossero poco gradite alla popolazione.

Certo è l'autogol politico e soprattutto l'errore comunicativo, perché - aggiunge Tatafiore - "dopo averla nominata, ammettiamo anche di controvoglia, lasciare che la task force subisca attacchi quotidiani - senza neanche un tweet di difesa o di solidarietà - la indebolisce e di rimbalzo non giova nemmeno all'immagine del governo e di Conte stesso. Che sul piano della comunicazione continuano a inanellare una topica dopo l'altra".

"La sensazione è proprio che al governo e al premier non gliene freghi granché, per non dire niente. Motivo per il quale sorge spontaneo chiedersi: ma Colao & Co. chi li ha voluti' Speriamo riesca comunque a fare ciò per cui è stato chiamato...", conclude infine Tatafiore.






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