Francia, Renaud Camus condannato per aver criticato l'immigrazione

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Posted on: 01/18/20
Nuovi guai per lo scrittore francese Renaud Camus. Dopo essere stato condannato per incitamento all'odio razziale nel 2014, il fondatore del Parti de l'In-nocence, autore della "Grande Sostituzione" (Le Grand Remplacement), cioè la colonizzazione della Francia (e più in generale dell'Europa) da parte di migranti islamici, come riporta La Verità è stato nuovamente condannato a due mesi di prigione con la condizionale e a risarcire con 1.800 euro ciascuna delle due associazioni antirazziste costituitesi parti civili, Sos Racisme e la Licra. I giudici gli hanno contestato il reato di"Incitazione pubblica all' odio o alla violenza in ragione dell'origine, dell'etnia, della nazione, della razza o della religione tramite parole, scritti, immagini o mezzi di comunicazione pubblici per via elettronica".I magistrati del tribunale di Auch hanno contestato all'intellettuale francese un discorso pronunciato il 9 novembre 2017 a Colombey-les-deux Eglises, per il Conseil national de la résistance européenne, che lo stesso Camus ha condiviso sui social. "L'immigrazione è diventata invasione - ha dichiarato Camus nel discorso incriminato dai giudici -La colonizzazione irreversibile è la colonizzazione demografica, attraverso la sostituzione della popolazione". E ancora: "La sostituzione etnica, il Grande rimpiazzo, sono l'evento più importante nella storia del nostro paese da quando è esistito, poiché con uon altre persone la storia, se continua, non sarà più quella della Francia". Non ci sono jihadisti francesi, ha sottolineato, e "se sono jihadisti non sono francesi". Ciò di cui abbiamo bisogno, ha poi spiegato, "è il raduno di tutti coloro che si oppongono all'islamizzazione e alla conquista africana. Ciò che è necessario è un Consiglio nazionale di resistenza, di resistenza europea, perché tutte le nazioni europee sono invitate a guidare al nostro fianco la lotta per la salvezza della nostra civiltà comune, celtica, slava, germanica, greco-latina, giudaico-cristiana".Uno spettro ossessiona l'Europa e il mondo, ha infine rimarcato in uno dei passaggi presi di mira dai giudici, "è la sostituzione, la tendenza a sostituire tutto con il suo emulo normalizzato, standardizzato, intercambiabile: l'originale con la sua copia, l'autentico con la sua imitazione, il vero con il falso, le madri con madri surrogate, la cultura con il tempo libero e l'intrattenimento". Apriti cielo. Si può naturalmente non essere d'accordo con le tesi di Camus e il suo nazionalismo "esclusivo", ma da quando sostenere che l'immigrazione rappresenta "un'invasione" è diventato illegale' Che cosa c'è di strano nell'affermare che un'immigrazione incontrollata e selvaggia di immigrati verso un Paese europeo rischia di cambiarlo radicalmente e di stravolgerlo sotto il profilo demografico, della cultura, degli usi e dei costumi' Dobbiamo fare finta che non sia così e che l'identità non esista' O, in ogni caso, affermarlo configura un reato d'opinione'Quando si tratta di intellettuali e pensatori non schierati con il pensiero unico pare che la celebre massima "sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo" valga decisamente meno. Da notare che, nonostante le sue teorie, Camus si tiene a distanza dal concetto del "white man's burden" di Kipling e dalla considerazione che l'uomo bianco sia superiore. Quindi dove sarebbe il razzismo' "No, non troverà una parola su questo in nessuno dei miei libri". E allora stesso modo non ci sta a essere avvicinato ai suprematisti bianchi: "Io non c'entro nulla con loro. Loro, invece, hanno qualcosa a che vedere con me, perché, al pari mio, protestano contro la grande sostituzione. Ma li disapprovo, tanto più quando diventano dei terroristi. Nel 2002 fondai il partito dell' in-nocenza, con il trattino dentro, inteso come la negazione di tutto quello che può nuocere, di ogni tipo di aggressività, dal mettere i piedi sui sedili di un treno di pendolari fino a uccidere. Io sono assolutamente non violento".




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