Ecco la "storia" del coronavirus "Ci sono almeno 3 ceppi diversi"

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Posted on: 04/10/20

Dopo mesi di strenua lotta al Coronavirus, un team di scienziati è riuscito a tracciare l'evoluzione dell'agente patogeno, studiando le sue mutazioni ed il percorso compiuto dal contagio giorno dopo giorno. Sono ben tre le varianti del morbo, spiegano gli esperti i quali, oltre a fornire questa preziosa informazione, confermano che il primo caso di infezione in Italia sarebbe arrivato dalla Germania.

A pubblicare su Proceedings of national academy of sciences (Pnas) i propri studi, mettendoli così a disposizione della comunità scientifica, è un gruppo di ricercatori dell'università di Cambridge (Inghilterra), in collaborazione con alcuni colleghi tedeschi. Gli scienziati hanno utilizzato il metodo della filogenetica, disciplina che si occupa di analizzare il processo evolutivo degli organismi, per ricostruire le tappe del Covid-19. In particolare, per raggiungere il risultato aspettato, sono stati esaminati i primi 160 genomi virali completi sequenziati da pazienti infetti e raccolti in tutto il mondo nel periodo di tempo compreso fra il 24 dicembre 2019 ed il 4 marzo 2020. Studiando tali genomi, gli studiosi hanno scoperto che il SARS-Cov-2 si è progressivamente evoluto, arrivando ad avere ben tre varianti, denominate A, B e C. Il ceppo A viene considerato come il virus originario, quello strettamente correlato al virus trovato nel pipistrello. Poco comune nei paesi asiatici, tracce di questo patogeno sono state trovate in Europa ed in America. In Cina, stando allo studio, si sarebbe prevalentemente diffuso il ceppo B, derivato da A, mentre il virus che in questo momento sta affliggendo in particolar modo i paesi europei è il tipo C, originatosi a sua volta grazie ad una mutazione del B.

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A quanto pare, dicono gli scienziati, il ceppo B, largamente diffuso a Wuhan ed in tutta la Cina, avrebbe incontrato forti resistenze altrove, motivo per cui ha dovuto evolversi per poter continuare a diffondersi. In questo modo, tramite il ceppo C, sarebbe riuscito ad infettare i cittadini d'Europa e del resto del mondo.

"Ci sono troppe mutazioni rapide per definire in modo ordinato un albero genealogico Covid-19. Abbiamo usato un algoritmo matematico per visualizzare simultaneamente tutti le diramazioni plausibili", ha spiegato il genetista Peter Forster, del team dell'università di Cambridge, in un articolo pubblicato sul sito dell'ateneo. "Le tecniche che abbiamo utilizzato sono soprattutto note per la mappatura dei movimenti delle popolazioni umane preistoriche attraverso il DNA. Pensiamo si tratti della prima volta che vengono impiegate per tracciare le vie di infezione di un Coronavirus".

È la variante C quella che ha colpito i paesi europei come Italia, Francia, Svezia ed Inghilterra. Quasi assente nei pazienti cinesi, il ceppo C sarebbe stato trovato anche a Singapore e in Corea del Sud. Gli studi condotti dal team di ricerca hanno inoltre dimostrato come il virus sia arrivato in Italia tramite un paziente infetto in Germania (caso datato 27 gennaio) ed uno arrivato da Singapore.

Secondo gli esperti, lo studio del Coronavirus mediante filogenetica potrebbe aiutare a prevedere i futuri punti di trasmissione e le prossime impennate della malattia. Ad oggi, aggiunge il dottor Foster, sono ben 1001 i genomi analizzati. Grazie al lavoro del team di esperti, il Coronavirus avrebbe cominciato a diffondersi ben prima che scoppiasse l'allarme. La prima infezione, infatti, si sarebbe verificata nel periodo di tempo che intercorre fra la metà di settembre e gli inizi di dicembre.






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