Covid-19, Locatelli (Css): "Ecco come funzionerà il test sierologico in Italia"

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Posted on: 04/10/20

Appena pronto il protocollo, verranno condotti i test sierologici, per individuare le persone in possesso degli anticorpi contro il Sars-CoV-2. E il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, ha spiegato come verrà identificato il campione su cui effettuarli.

"Il ministero della Salute e il Comitato sono al lavoro per validare nel più breve tempo possibile i test sierologici e consentirne poi una solida applicazione sul territorio nazionale", aveva annunciato qualche giorno fa Locatelli, spiegando di voler iniziare gli studi il prima possibile, per definire la circolazione del virus. I test scopriranno quanti italiani sono stati contagiati dal nuovo coronavirus, cercando gli anticorpi contro il coronavirus. "È importante - aveva precisato il Comitato tecnico scientifico della Protezione civile - definire accuratamente la validità dei test, cioè la loro sensibilità e la loro specificità, per non incorrere in risultati inaffidabili, cioè evitare i cosiddetti falsi positivi e negativi".

Ora, Locatelli spiega come verrà fatto "il dimensionamento campionario": bisognerà considerare "il genere della popolazione, ma anche sei fasce di età, che abbiamo deciso di considerare grazie all'indicazione di Istat, e poi un numero limitato di profili lavorativi e di differenze regionali. Verrà scelto un test con elevata sensibilità, specificità, applicabilità larga su tutto il territorio nazionale, con larghissimo coinvolgimento delle Regioni". Poi il presidente del Css ha aggiunto: "Oggi si è andati ulteriormente avanti nella costruzione dello studio di sieroprevalenza, abbiamo avuto una proficua teleconferenza per condividere quello che sarà un modus operandi per cercare di attivare questo studio".

Inoltre, il presidente del Css ha spiegato la tipologia di test: ne verrà scelto uno "connotato da elevata sensibilità, elevata specificità, larga applicabilità su tutto il territorio nazionale, perché sarà uno studio su tutto il territorio con un larghissimo coinvolgimento di tutte le Regioni, sul cui contributo molto contiamo; e sulla rapidità di realizzazione dell'esame, per processare un numero di campioni nell'unità di tempo e condurre a termine questa valutazione sul tasso di sieroprevalenza in tempi brevi".

Oggi, anche dall'Organizzazione mondiale della sanità è arrivato il parere positivo per i test sierologici. A rivelarlo è Richard Pebody, capo della Gestione dei rischi infettivi dell'ufficio regionale europeo dell'Oms, che ha detto ad AdnKronos Salute: "L'Oms accoglie con favore e incoraggia lo sviluppo di test sierologici per Covid-19 come strumento all'interno di un set completo di misure". Poi ha aggiunto: "Man mano che vengono sviluppati, sarà importante disporre di un pannello di riferimento standard per rendere comparabili i risultati. Gli studi sulla sieroprevalenza ci aiuteranno a capire quanta parte della popolazione è stata infettata e quindi potrebbe avere una certa immunità".






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