Cosa cambia in busta paga con la nuova cassa integrazione

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Posted on: 05/14/20

Arriva all'esame del consiglio dei ministri nel cosiddetto Decreto Rilancio una novità importante che riguarda la Cassa integrazione in deroga (CigD), destinata ad essere autorizzata direttamente dall'Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) e non più dalle Regioni come previsto in precedenza.

Una situazione resa necessaria dai ritardi che si erano venuti ad accumulare relativamente all'erogazione degli assegni previsti per questo ammortizzatore sociale.

L'Inps inoltre si occuperà anche di fornire immediatamente un anticipo dell'importo previsto, pari al 40% del totale delle ore, non solo per ciò che riguarda la CigD ma anche per la Cassa integrazione ordinaria (CigO): un anticipo previsto, tra l'altro, anche sulla cifra complessiva dell'assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale (Fis). Dunque, ad essere "coperti" dall'ente sarebbero tutti gli ammortizzatori sociali inclusi nel Decreto cura Italia prima, con un fondo di 5 miliardi, e nel decreto Rilancio poi, con un rifinanziamento di ulteriori 15 miliardi.

L'applicazione di questa nuova normativa dovrebbe essere realizzabile solo dal momento della approvazione in consiglio dei ministri del Decreto Rilancio in poi. Subito dopo la sua entrata in vigore per quanto concerne la Cassa integrazione in deroga, un mese più tardi, invece, per gli altri ammortizzatori sociali.

Fino ad ora si calcola che solo 1/5 lavoratori era riuscito ad ottenere quanto spettava: approssimativamente si parla di circa 122mila dipendenti su 640mila, a fronte di oltre 1,3 milioni di richiedenti totali. Ecco perchè Regioni e governo avevano affrettato il raggiungimento di un accordo urgente per sbloccare una situazione ormai in stallo: si è arrivati quindi a redigere lo specifico articolo 73-ter all'interno del Decreto Rilancio.

Le imprese che hanno diritto a ricorrere alla CigD dovranno quindi rivolgere direttamente all'Inps la propria richiesta: nella compilazione, che comunque dovrà essere inoltrata entro 15 giorni dalla riduzione o dall'interruzione delle attività produttive, verranno indicati tutti i dipendenti destinatari dell'assegno così come le ore di lavoro perse da ciascuno di essi.

Dopo l'autorizzazione da parte dell'ente, che deve arrivare al massimo entro 15 giorni dal ricevimento della domanda, l'Inps può dunque anticipare il 40% del totale. Il resto sarà liquidato una volta ottenuti i dati precisi e specifici delle ore di Cassa integrazione usufruite da ciascun lavoratore.

Si viene così tuttavia a creare una distinzione profonda tra quanti inoltreranno la domanda dopo l'entrata in vigore del Decreto Rilancio e coloro che hanno seguito le procedure precedentemente stabilite dal Cura Italia. Per le prime 9 settimane previste dal primo Decreto si fa ancora riferimento alle domande inoltrate alle Regioni, per le 9 successive invece, prorogate dal secondo, l'iter prevede la richiesta diretta all'Inps. Anche in queste ultime, tuttavia, si effettuerà un'ulteriore distinzione, dato che le prime 5 sono riservate esclusivamente ai datori di lavoro che hanno già ottenuto il riconoscimento delle prime nove. Le successive 4 saranno attivabili a settembre ed ottobre.






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