Coronavirus, Londra trema: "Uno tsunami di malati gravi"

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Posted on: 03/26/20

Il servizio sanitario britannico è stato travolto da uno "tsunami". Per spiegare quale sia la situazione subita in queste ore dal Regno di Sua Maestà, è stata scelta la metafora del maremoto. Londra trema a causa del Covid-19, così come trema il resto del mondo. L'espressione, che disvela bene la drammaticità del quadro, vale ormai per buona parte del globo terrestre.

Chris Hopson, uno dei principali esponenti del settore pubblico sanitario del Regno Unito, ha svelato mediante qualche virgolettato - tra cui appunto quello sullo "tsunami" - come la situazione cui si sta cercando di fronte non conosca precedenti storici di sorta. E questa è una presa di posizione che aiuta a chiarire quali siano i numeri inerenti alla pandemia in Uk. Anche perché sullo sfondo continuano a risiedere almeno due temi, che il coronavirus impone ovunque: uno riguarda i contagi in generale; l'altro i contagi riguardanti il personale medico-sanitario, che è impegnato in prima linea per debellare l'epidemia. La protezione dei medici è uno dei grandi temi dei nostri tempi. Hopson, come ripercorso su Repubblica, ha avuto modo di raccontare lo stato delle cose alla Bbc.

Le terapie intensive risultano essere state "aumentate". E questo è un fatto che l'esponente del servizio sanitario pubblico della Gran Bretagna ha rimarcato con forza. Ma quello cui si sta assistendo all'interno dei nosocomi del Regno Unito ha iniziato raccontare di una "esplosione", che in queste fasi interessa soprattutto "malati gravi". C'è, insomma, un peggioramento complessivo. La Gran Bretagna è in piena emergenza. Il premier Boris Johnson, dopo il discorso iniziale, che sembrava aprire ad un atteggiamento diverso per combattere l'estensione del quadro pandemico, ha cambiato linea, predisponendo le contromisure che sono state adottate in quasi tutto l'Occidente, con la chiusura dei luoghi pubblici, la quarantena, l'isolamento, le distanze di sicurezza e tutto il resto.

Tutto, ora come ora, ruota attorno alle capacità di tenuta degli ospedali. E le dichiarazione che provengono da Londra non sembrano suggerire nulla di buono per quel che riguarda la persistenza di "ondate", così come sottolineato sull'Agi.






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