Brescia, vittima di revenge porn denuncia e perde il lavoro

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Posted on: 02/20/20
Licenziata in tronco per "danno di immagine". Oltre a essere stata vittima di revenge porn, una 40enne di Brescia si è ritrovata pure senza lavoro. Si tratta in poche parole della condivisione pubblica di immagini o video intimi tramite Internet, senza avere il consenso dei protagonisti degli stessi. Tre le persone finite nel registro degli indagati. Probabilmente però la lista è destinata ad allungarsi. La donna aveva presentato denuncia dopo che alcuni suoi video hot privati erano diventati pubblici e avevano iniziato a girare per il web.Licenziata per danno di immagineUno degli studi per cui la professionista lavorava ha deciso di metterla alla porta. Il datore di lavoro avrebbe detto di aver ricevuto numerose chiamate di uomini che desideravano un appuntamento con la 40enne "senza far riferimento alla problematica da affrontare e senza lasciar recapito telefonico". Certo un bel problema per l'azienda dover gestire certe chiamate rivolte a una propria dipendente.Dopo la denuncia presentata dalla donna, la procura di Brescia ha iscritto tre persone nel registro degli indagati. In seguito altri nomi e contatti sono stati segnalati dalla stessa 40enne, sempre di soggetti che avrebbero contribuito a divulgare i video scottanti. Alcuni dei quali correlati da screen shot di chat di uomini in divisa, poliziotti e carabinieri, che si sono trovati le immagini osé sui propri telefoni e che si sarebbero limitati a commentarli senza bloccarli.La lista fornita dalla donna includerebbe anche i nominativi di quelli che avrebbero fatto in modo che i video girassero senza problemi su internet, e senza cercare minimamente di limitarne la condivisione. Il Giornale di Brescia ha rivelato che le immagini hot della 40enne sarebbero arrivate anche nelle chat delle forze dell'ordine. Anche qui nessuno, nemmeno gli uomini in divisa, avrebbero pensato di fermarne la divulgazione. In pochissimo tempo sono quindi diventati virali.I video girati dalla 40enne di BresciaSecondo quanto emerso dalle indagini i video in questione sarebbero stati girati dalla donna stessa e inviati all'uomo che stava frequentando in quel periodo. Ovviamente erano privati e tali sarebbero dovuti rimanere. Qualcuno però ha pensato bene di renderli pubblici. Adesso la procura di Brescia ha iscritto tre nomi nel registro degli indagati e forse altri nominativi verranno aggiunti nei prossimi giorni. Doppio danno per la donna che, oltre ad essere stata vista da molte persone in atteggiamenti intimi sul web, è anche stata licenziata dallo studio per il quale lavorava.




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