Aristide Malnati: "Una malattia neurologica invalidante mi ha segnato"

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Posted on: 04/10/20

Dopo la finalissima del Grande Fratello Vip, Aristide Malnati rientrato a Milano dalla madre "in una situazione surreale" portando con s tutte le emozioni vissute nella Casa e certo di aver dato il massimo.

Silenzioso, poco avvezzo alle polemiche, Malnati ha detto una sola parolaccia nel corso dei tre mesi di clausura. "Ad un certo punto ho detto mentula, che significa c..o in latino - ha raccontato in una intervista a Libero - . Penso di aver solo regalato sorrisi. Ho anche tenuto 'caff letterario' nella Casa: ho fatto recitare rosa-rosae a Sossio Aruta. Non stato facile. L' ablativo l'ha chiamato abusivo".

Tentando di dare anche un'impronta culturale a questa edizione del Grande Fratello Vip, l'egittologo ha descritto questa esperienza come "olistica, totalizzante", confessando di essersi messo a nudo nella Casa e di aver dovuto fare i conti con una malattia che si porta avanti da quando giovane. "Ho fatto il massimo, sono arrivato quarto parimerito con Patrick e Antonella Elia. Ma nulla potevo fare contro gli influencer giovani - ha spiegato - . Mi sono messo a nudo, ho fatto sgorgare tutto: la mia vita sentimentale senza un amore vero e proprio, la malattia invalidante neurologica che ho avuto da giovane e che mi ha segnato".

Paragonandosi a "Ettore (che, ndr) prende in braccio il figlio Astianatte e crolla" nel sesto canto dell'Illiade, Aristide ha anche avuto un certo ascendente sulle donne del Gf Vip e, in particolar modo, sull'amica Antonella Elia. "Non ne ho mai baciate tante tutte insieme: baci a stampo ovviamente - ha detto - . Il fidanzato storico di Antonella Elia non era geloso. Il nostro momento erotico era lavare i piatti: lei era molto brava. A un certo punto ero conteso tra lei e la Marini".

Per quanto riguarda gli uomini, invece, Malnati ha stretto amicizia solo con Antonio Zequila, ma "finch non ha sbroccato". "Allora mi sono distaccato - ha detto, raccontando di avere avuto modo di conoscere e apprezzare Paolo - . Non dormivo in stanze, mi veniva la claustrofobia, dunque mi svegliavo presto e ho fatto amicizia con Ciavarro. Molto delicato, fragile, mi ricorda me alla sua et. Compulsivo".






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